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La bottega dei giocattoli: storia di Natale

Dic 16, 2019
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“Ma è già finita questa storia di Natale?”

Un quesito posto dai grandi occhi di una bambina, seduta sulla poltroncina rossa come una piccola dama. Avevamo chiesto un cuscino affinché Sara potesse essere un poco più alta e vedere meglio lo spettacolo. Questa curiosa ragazzina aveva insistito per portare il suo peluche per fargli conoscere dei possibili amici. Sapete, lo spettacolo era intitolato “La bottega dei giocattoli”, perciò quel simpatico peluche nell’immaginazione di Sara, avrebbe incontrato tante simpatiche creature con cui fare conoscenza e creare dei doni di Natale! Sarebbe bello se di quest’immaginazione potessimo averne anche noi, adulti i cui sogni sono andati perduti e quando appendiamo le palline sull’albero non ne conosciamo nemmeno la storia. Forse se riprendessimo in mano il nostro pupazzo si accenderebbe una luce dimenticata… quella della Mamma Luna.

Di Mamma Luna ci si può fidare, ella sempre sostiene in ogni sua fase, mostra lati diversi, è vero, per dirci che la realtà è fuggente ma va vissuta sino in fondo. Nel mondo di Mamma Luna bisogna solo credere alle cose un poco folli ed anche chi luce non ha più, la vedrà infine… e sarà Natale. Un pupazzo accende l’infanzia, con il proprio peluche si può ballare.

“Anche George ha ballato con Clara!!!”

Sì Clara, il costruttore della bottega dei giocattoli ha ballato con la bella bambola di nome Clara e parla, confrontandosi con tutti i suoi giocattoli. Si diverte lavorando e inventando. Ha l’animo lieto e sensibile, non è un pazzo. Purtroppo per molti non è così… Sara, essere sé stessi, come hai ben compreso da questa storia di Natale è molto difficile e richiede un sacrificio immenso: accogliere la condizione di rimanere soli.

George ha creduto sino in fondo alle favole e ha potuto conoscere Mamma Luna e la vera Magia del Natale che anima ogni fiamma, anche la più piccola di speranza e di quel sentimento che è il donarsi.

“Rimanere soli…fa paura come il padrone della Bottega che ha fatto male a George”

Sara, la paura è fondamentale. Chi non prova paura non sa cadere e non sa rialzarsi. Chi non ha paura non può avere coraggio. Il padrone, un uomo nero così alto e così scuro ha fatto paura a molti ma non a tutti. Sei piccolina di statura e forse non hai notato il trucco usato per dare vita e voce a quell’omaccione.  A tante persone non ha fatto così timore proprio perché sapevano che era una montatura. Sai cosa desidero augurare per questo Natale? Che ciascuno di noi abbia un po’ paura. È la forza che consente di andare oltre, di poter osare, di poter credere nelle fiabe e nella voce dei pupazzi. La paura ci fa aprire la porta della scala che da bambini incuteva la sua prepotenza e ci faceva correre sotto i tavoli. Perché la paura è solo una vecchietta malandata, vestita di stracci che nasconde il regalo di credere nelle proprie risorse e personalità.

I grandi conoscono i trucchi ma non comprendono più la bellezza della semplicità e della scoperta. Lo spettacolo è durato poco affinché siamo noi a raccogliere il testimone, provando nella quotidianità ad avvicinarci alle cose minuscole, ai dettagli, ad un peluche e ad una bambola e… è di nuovo Natale!

Si ringrazia il Teatro Giuditta Pasta di Saronno

Si ringrazia la Cooperativa Teatrale CREST

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