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A scuola: quando si deve interrompere una lezione?

Set 20, 2018
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Quante volte veniamo fermati per strada da una coppia di donne o di uomini che ci propongono un volantino dai colori tenui e ci parlano in qualche modo della Bibbia? E spesso capita che queste stesse persone suonino alla porta di casa oppure arrestino la nostra corsa di jogging in un bel pomeriggio autunnale… e noi come ci comportiamo? Domanda utile che rientra in quelle necessità che fanno interrompere una lezione a scuola!

Questi episodi così frequenti, che riguardano tutti coloro considerati diversi (e non solo i Testimoni di Geova) agli occhi di chi si ritrova ad “affrontarli”, è utile portarli tra i banchi di scuola di giovani, ragazzi e bambini ponendo loro un semplice quesito: e voi, come vi comportereste?

Molto spesso, interrompere una lezione di matematica, italiano oppure arte, in favore di un’educazione che va al di là del “civico” rivestendo un ruolo più profondo, umano e personale, apre gli orizzonti, spalanca le finestre sul mondo.

Se vogliamo un domani adulti consapevoli delle differenze, che possano costruire un futuro “bello”, “sicuro” e “innovativo”, dobbiamo cogliere tutti i segnali che questa attuale società ci manda e portarli ai ragazzi delle scuole in chiavi di lettura nuove. È necessario risvegliare in loro un pensiero, uno schema mentale al di fuori dell’abitudine. Questo fa dell’insegnamento e dell’educazione un valore aggiunto, una vera e propria istruzione. Interrompere una lezione per proporre talvolta input creativi, approcci trasversali stimola i ragazzi e li sforza ad avere occhi nuovi!

Certo i programmi di ogni classe vanno svolti ma qualche digressione deve essere presente!

E tornando all’educazione della persona ed alla persona (con un duplice e rafforzato significato), sarebbe curioso conoscere come si comporterebbero i ragazzi in presenza di un “diverso”. Prendendo il classico e, abbastanza usuale esempio dei Testimoni di Geova, si hanno delle porte da aprire, almeno questi sono i suggerimenti più immediati.

Scopriamo insieme a dove conducono…

  • Soluzione 1) Suonano il campanello due persone, estranee, non ci sembra di averle viste prima d’ora; la loro presentazione lo conferma: “buon pomeriggio, possiamo parlare e spendere due minuti su un tema che ci accomuna tutti, il senso della vita ed in proposito la Bibbia…” stop. Qui interveniamo noi e diciamo in modi più o meno bruschi che non ci interessa e siamo davvero troppo occupati. Alziamo gli occhi al cielo e giriamo i tacchi. Le due persone, se ne vanno un po’ abbattute o preparate alla reazione abbastanza “rituale”. non c’è stato alcun arricchimento, semmai, solo frustrazione e rabbia.
  • Soluzione 2) Suonano il campanello due persone, estranee, non ci sembra di averle viste prima d’ora; la loro presentazione lo conferma: “buon pomeriggio, possiamo parlare e spendere due minuti su un tema che ci accomuna tutti, il senso della vita ed in proposito la Bibbia…”; la risposta che possiamo abbozzare è: “Ma sì dai, ho qualche minutino per un breve confronto…”. Davvero è questione di pochi istanti ma c’è una differenza gigante. Queste due persone e la nostra reazione hanno portato alla costruzione di un ponte tra due mondi prima separati, ora uniti dalla possibilità di un confronto. Non è detto che le opinioni presentate saranno le stesse ma il piatto su cui si pongono è uguale ed entrambi accettiamo e rispettiamo la visione altrui. E non preoccupatevi: parlare non significa fare proprie e assolute le parole dell’altro, vuol dire costruire un dialogo!

Ecco cosa significa l’attenzione verso le piccole cose e, la capacità di un educatore di interrompere una lezione, attività in favore di un sapere più grande, dove grandi e piccini si mettono in gioco ed arricchiscono sé stessi di quella che è l’educazione alla persona e all’umanità.

L’esempio può essere letto con qualsiasi episodio quotidiano in cui sono presenti le “diversità”: di religione, di fisionomia, di cultura…semplicemente, talvolta, di pensiero.

Dopo di che proseguiamo le lezioni!

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