We Will Rock You The Musical by Queen and Ben Elton – Regia di Michaela Berlini, prodotto dalla Barley Arts di Claudio Trotta
Urlando in strada che
Sfiderai il mondo un giorno
Hai del sangue sul viso
Tu disgraziato
Sventolando la tua bandiera in giro
Noi ti scuoteremo
Cantando
Noi ti scuoteremo [tratto da We will rock you]

Entrare nel profondo delle cose, restare con quel sé stessi che a volte lo riteniamo perduto, riconoscere la sensibilità che ha a che fare con la coscienza ci avvicina alla dimensione dell’iconico testo dei Queen, We Will Rock you. Un Noi che scuote il Tu. Un Noi, gruppo, insieme che porta a farti entusiasmare, in preda ad una sana follia, tu che leggi, ascolti, senti.
I brani eseguiti in originale sono veri e propri portali che cambiano inevitabilmente il corso della storia musicale, senza dimenticare l’impatto culturale e sociale che ne deriva. I Queen ed il carisma di Freddie Mercury hanno profondamente impresso un marchio indelebile influenzando generazioni con brani iconici e sperimentazioni sonore.
Lo spettacolo musicale prodotto dallaBarley Arts di Claudio Trotta, per la regia di Michaela Berlini conferma la potenza di unaproposta trasversale ad ogni tempo. La produzione è nota per approfondire la scena musicale internazionale, selezionando sia nomi storici di fama mondiale che artisti di nicchia, scandendo soluzioni sofisticate sia nel mondo sonoro che culturale. Per ciascuna tournée di We Will Rock You, si rilevano adattamenti linguistici (nella parte in prosa) e contestuali al periodo storico, con l’attenzione verso la scena sociale, politica, culturale del nostro presente.
La musica rigorosamente live prende vita grazie alla band diretta da Riccardo Di Paola: non è una cornice ma un innesto a tutto il cast che incarna il valore simbolico dei Queen (qui la scheda del cast).
L’altissima preparazione e la qualità del sound avvolgono letteralmente lo spettatore che si ritrova in una bolla futuristica colorata dalle nuance di luci, note e spazi fuori da una cronologia razionale. Nella prosa troviamo un filo conduttore leggero con una componente narrativa psicologica capace di unire il rock dei Queen ad una impalcatura evolutiva in cui ciascuno di noi può trovarsi. Il collante è una musica intramontabile che tutti possono evocare sulle proprie labbra, con il proprio fiato.
Il Rock and Roll un genere che conferisce il diritto di esprimersi in totale libertà agganciandosi ad una salvezza di identità. Musica, Libertà, speranza sono le parole chiave per leggere questa Opera Rock in cui troviamo due personaggi centrali Galileo e Scaramouche.
È questa la vita vera?
È questa solo fantasia?
Preso in una frana
Senza scampo dalla realtà
Aprite gli occhi
Alzate lo sguardo al cielo e vedrete
Sono solo un povero ragazzo, non ho bisogno di comprensione
Perchè sono un facilone, un indolente,
Un pò ovunque,
Comunque soffi il vento, a me non importa,
a me [tratto da Bohemian Rhapsody]

In dialogo con Giorgio Adamo,voce, anima e corpo di Galileo definisce il personaggio come un puro, un anti eroe inconsapevole del suo potere. Giorgio tratteggia con dolcezza e rispetto questa figura che ha già avuto modo di studiare, animare in tour precedenti. Oggi la sfida è ancora maggiore, significa sondare altre corde, parlare ad un sé più maturo e connetterlo ad un ragazzo che ha bisogno della sua scena. Galileo, nel corso del viaggio musicale si accorgerà di avere un qualcosa di speciale, grazie anche all’intorno del gruppo. E’ un sognatore, appare inizialmente neutro, ibrido tra due schieramenti ben visibili e distinti da una scelta mirata sui costumi. Il costume è una pelle e qui si apprezza lo studio di geometrie decise, nette per gli antagonisti GAGA mentre siamo in una dimensione stilistica opposta per i rivoluzionari Bohemians. Per Galileo si deve attendere il suo risveglio, l’uscita dal sistema e la forza di una ribellione, di una vera focalizzazione al bello e alla libertà.
Una Opera Rock che nell’esplorazione di successi leggendari ci porta a valutare quanto pesa l’omologazione, quanto attraverso messaggi subliminali il nostro pensiero si conforma, viene deviato. Dove finiscono i sogni, la musica, le storie d’amore?
Tutto bene, sono a posto
Non subirò più sconfitte
Devo solo uscire da questa cella
Un giorno sarò libero, Signore!
Trovatemi qualcuno da amare
Chi può trovarmi qualcuno da amare? [tratto da Somebody to Love]
Galileo insieme al gruppo, l’individuo coeso al collettivo che si rifà a valori perduti, ad una Atlantide da portare alla luce, punta ai sogni, a scrivere risposte con la musica per scrivere il ritmo dei sogni. Il linguaggio è universale dalle mille sfaccettature che ben si intrecciano all’estro dei Bohemians irriverente, leggero, ironico, libero, coraggioso, grintoso e accattivante. L’immortale trascende il presente. L’immortale We Will Rock You ribalta I regimi “grigi”, elogia le differenze, le diversità, la verità. In questo si sviluppa un senso di condivisione, affiatamento, una band, un noi che è Tu, Io. Più corpi che si muovono in unico grande corpo. La Forza del Noi che scuote e brilla.
We Will Rock you è una produzione che dichiara, è un manifesto, è un animale totemico futurista che inneggia alla libertà e alla bellezza unica irrepetibile e originale di Galileo, Scaramouche, di te che leggi e, si muove in un mosaico traducibile in Noi.
Mi sento vivo e sento il mondo capovolgersi, sì!
e ondeggiando tutt’intorno, in estasi
Quindi non fermatemi proprio ora, non fermatemi
Perché mi sto divertendo, mi sto divertendo
Sono una stella cadente che attraversa il cielo
Una tigre che sfida le leggi di gravità [tratto da Don’t stop me now]

Il presente è vibrante, è rock, è consapevolezza, è ribellione è un viaggio a cui dare libera licenza alle emozioni.
Siamo i campioni, amici miei,
e continueremo a combattere, fino alla fine
Siamo i campioni
Siamo i campioni
Non è il tempo per i perdenti
perché noi siamo i campioni, del mondo [tratto da We Are the champions]
Si ringrazia per la disponibilità e attenzione Giorgio Adamo, la Produzione, l’intero Cast. Per le date del Tour consultare qui.
erica g







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