flexile-white-logo

Attilio, il senso di ricerca nella famiglia

da | Mar 15, 2026 | Arte & Teatro

Milano – Anteprima Sabato 14 e Domenica 15 Marzo | Attilio di e con Flavia Ripa

La famiglia, che parola, che significato!

Cosa suggerisce oggi questo vocabolo che pare velato da arie vintage, da mercatino dell’usato e dall’altro rivendica il suo ruolo centrale allorquando vi sono questioni etiche, sociali, quotidiane. Ha un peso questa parola nella dimensione personale, ancora oggi. Con il lavoro svolto da Flavia Ripa l’interrogativo scava nella dualità di radici/connessioni o catene. Quale prevale? 

Si conosce a poco a poco la famiglia Indino…

Quadrella, 1991. Un paese del Sud Italia che se lo cerchi sulla cartina non lo trovi. Sui telegiornali passano le immagini di 20.000 albanesi che sbarcano sulle coste adriatiche, mentre qui la vita scorre apparentemente tranquilla tra feste estive, 25 chiese, 7 fontane, 1 cineteatro, bocche larghe e occhi dietro le persiane. La famiglia Indino è rinomata in paese: Barbara forse quest’anno riesce a farsi una vacanza, Armando, che c’è ma non c’è, Stefania Betulla così ribelle da aggiungersi un H al nome, e Nonna col suo seguito di moscerini della frutta. Tutto normale, finché Attilio il figlio minore – 9 anni – decide di comportarsi come se ne avesse 80. Vestiti da nonno, cibi frullati, bocce con i pensionati, visita ai cantieri e briscola al bar, al posto della scuola. I vicini cominciano a mormorare, il prete “canta” e la reputazione della famiglia traballa. Gli Indino si ritrovano sotto i riflettori per i motivi sbagliati. Attilio costringe tutti a fare i conti con silenzi, segreti e legami incrinati che nessuno vuole ammettere.

Quadrella non lo si può localizzare attraverso la cartina geografica, né tramite navigatori ma tutti gli ausilii che Flavia mette in scena fanno ben trovare il senso orientativo della vicenda e quale è l’ago da seguire. La storia sviluppa le pieghe delle relazioni familiari, le disfunzioni e la struttura perturbante indaga questo naufragio simbolico.

Flavia interpreta le tre donne della famiglia, i tre rami generazionali, esaltando le caratteristiche di ognuna attraverso il cambio voce, lo studio del corpo che si modifica, suoni che accompagnano le diverse età. Un poemetto grottesco nato per tentare di educare a quel sentimento che ci riguarda più o meno chirurgicamente. La famiglia. Ogni passaggio permette una cifra netta talvolta, in altri casi invece una mescolanza di modo da gustare l’attimo, il personaggio, la situazione. Questa dimensione riprodotta con l’impiego di pedali funzionali ad attivare elettrodomestici, tracce sonore non vuole cadere in alcuna retorica, giudizio o posizione. È una restituzione di una idea formatasi nel passato, nel 2018 e stratificandosi ha condotto ad oggi.

Flavia porta questo suo progetto raccontandolo con semplicità, cura e delicatezza. Non è nato da un piano ma da una indagine richiesta in ambito teatrale, svolgendo corsi per cui si esplorava la dimensione del testo, del perturbante, di muoversi con e dentro le persone. L’interrogazione su di sé, sul tipo di persona, sul significato di casa, di genitorialità, sui ruoli che si evolvono con il maturare degli eventi ha germogliato in Flavia. La chiusura del 2019-2020 ha raffinato ulteriormente la prima stesura creando nell’attrice la volontà di realizzare ogni aspetto di Attilio, dalle musiche, allo spazio, alla minimalizzazione della scenografia.

Flavia Ripa è un tutt’uno con palco e strumenti, in qualche modo svanisce per presentarsi lungo lo svolgimento della storia nei vari personaggi e anche in chi in scena non c’è. Il filone femminile conferisce un taglio interessante con un suggerimento sui punti cardine di chi si rende impronta nell’ambito di una famiglia.

Attilio è un bambino, un uomo, un vecchio, specchio delle tre donne. Compie una scelta e ribalta le prospettive, occorre questo per comprendere il senso della famiglia in una epoca, la nostra, segnata da avvenimenti che non lasciano indifferenti? La famiglia Indino ha vissuto lo sbarco degli albanesi nell’Esta del 1991 e noi, cosa stiamo vivendo? Chi c’è nell’altra stanza, dall’altro lato della strada?

Attilio è presentato sul palco da Flavia Ripa, cura inoltre testo, regia e suoni con la complicità di Paola Tintinelli.

Vincitore del Premio delle Arti Lidia Petroni 2018. Menzione Speciale Asti Scintille 2019.

Con il sostegno del CTB-Centro Teatrale bresciano, con il sostegno di Argelab e con la collaborazione di Michela Carìa, Stefano Zullo ed Elisa Medaglia.

Attilio, in scena, in anteprima, al Teatro Linguaggicreativi di Milano, da sabato 14 a domenica 15 marzo 2026, altre date verranno comunicate sulle pagine dell’artista (www.flaviaripa.com)

Si ringrazia Flavia Ripa per l’ascolto e la disponibilità, Silvia Gandolfi, il teatro Linguaggicreativi

erica g

0 commenti

Related Posts: