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Lo Sciopero delle Bambine: un fatto civile da ri-cor-dare

da | Dic 13, 2025 | Arte & Teatro

LO SCIOPERO DELLE BAMBINEl’eroicomica impresa del 1902 con Rita Pelusio e Rossana Mola | regia Enrico Messina – testi e drammaturgia Domenico Ferrari, Rita Pelusio ed Enrico Messina

La Natura possiede i più raffinati inchiostri: il fluido degli alberi, il liquido pulsante che scorre negli animali, le nuance rosa – grigie del Marmo di Candoglia e sceglie per raccontare fatti e storie simpatici e curiosi volativi: due piccioni!

Sì, proprio quelli che popolano le piazze, sono le immancabili presenze davanti a monumenti, chiese. Fanno compagnia durante i pranzi all’aperto per poi decidersi ed elevarsi a quelle Altezze che consentono di udire tutti i chiacchiericci, i segreti, gli avvenimenti che spesso non sono citati nei giornali perché passati con rumori diversi.

Questi due piccioni vogliono dare rilievo a un momento storico che ancora oggi insegna e fa riflettere, dobbiamo però andare indietro con la macchina del tempo sino al 1902.

Lo sciopero delle piscinine è un fatto compiuto.

Le piscinine, per chi lo ignora, sono quelle ragazzine che imparano il mestiere della sarta, della modista, della lavorante in biancheria e delle stiratrici. […] Le piscinine domandano: un salario minimo di 50 centesimi, riduzione di orario, non essere adibite a lavori di famiglia e non portar lo scatolone; doppia paga alle domeniche e compenso proporzionato per ore straordinarie di lavoro. […] La grande sala della Camera del lavoro, invecchiata fra le adunanze di tutti i generi, non ricorderà certo d’aver mai veduto fra le sue pareti nulla di simile a quanto vi si è svolto ieri. Una nidiata di bambine – saranno state un centinaio – sedute in buon ordine, contornavano il palco delle Commissioni. Un cinguettio di voci infantili, allegro e irrequieto echeggiava fra le nere muraglie, sotto al lucernario polveroso, che finora avevano rimbombate delle grida minacciose di tumultuose assemblee operaie.

La figura che guidò lo sciopero è identificata nella tredicenne (quattordicenne, secondo alcune fonti) Giovanna Lombardi detta Giovannina.

Rita Pelusio e Rossana Mola ne <Lo sciopero delle bambine> scelgono di interpretare i due piccioni e creano un allestimento dove parole, silenzio e musica sono un intreccio potente che mostra con un tratto eroi-comico la personalità di queste bambine.

Assolutamente contemporaneo questo disegno civile è un omaggio al coraggio delle piscinine di allora ma anche un momento per fermarsi e comprendere quanto oggi ci siano situazioni analoghe.

Il corteo del giugno 1902, partito da trenta fanciulle (fascia di età dai sei ai tredici anni)  arriva in pochi giorni a contarne 500! Occupano la Camera del Lavoro di Milano.

Sono le cosiddette “piscinine”, che in dialetto meneghino significa, appunto, “piccoline”. Sono tutte bambine, hanno tra i sei e i tredici anni, lavorano in ambienti insalubri e senza diritti, sfruttate e sottopagate, eppure trovano la forza di scioperare e, per cinque giorni, fermano l’industria della moda della città. La loro protesta attira attenzione e curiosità, scherno da parte dei giornali e dei padroni, sostegno da parte di intellettuali socialiste e femministe, come Anna Kuliscioff.

Ignare di qualsiasi possibile conseguenza loro si muovono e riescono ad aprire importanti vie per l’ottenimento delle loro richieste.  Le piscinine, ragazzette a servizio di sarte e negozi. Lavorano per la promessa di avere un po’ di denaro, sfamarsi.

Ricevono abusi, maltrattamenti. Il salario è ancor meno di una elemosina. Ecco perché la scelta di molti momenti di silenzio. I piccioni guardano, registrano. I giornali che ne parlano sono sempre pochi, troppo pochi. A oggi questo fatto ha qualche pagina ingiallite, poche tesi, sembra quasi essere un fatto inghiottito dal tempo.

Vi immaginate una bambinetta portare per kilometri uno scatolone da oltre 10kg?!?

Riuscite a pensare a una giovane ragazzina illusa di essere apprendista di una sartoria di eccellenza e trovarsi in situazioni umilianti, sporca e sfruttata.

E oggi vediamo donne a servizio, uomini che spostano i carrelli del supermercato, ragazze pieni di sogni con le braccia percosse da qualche protettore.

La denuncia civile non può essere tiepida, necessariamente ha bisogno di voci, forze e azioni. Il linguaggio di Rita Pelusio e Rossana Mola è satirico a tratti, graffiante e assolutamente vero. La scena è avvolta dal velo delicato dei lavori tipici di PEM Habitat Teatrali che già con <le giovinette> ha dato prova di una straordinaria capacità empatica verso un impegno sociale in cui i diritti umani diventano il fulcro, il motore del creare.

ph Silvia Varrani (per le foto presenti)

La produzione che porta alla luce la narrazione storica è

LO SCIOPERO DELLE BAMBINE l’eroicomica impresa del 1902

con Rita Pelusio e Rossana Mola
regia Enrico Messina
testi e drammaturgia Domenico Ferrari, Rita Pelusio ed Enrico Messina
produzione PEM Habitat Teatrali e Anna Marcato

con il contributo del Comune di Milano
con il sostegno di Fondazione Trivulzio di Melzo
in collaborazione con Unione Femminile Nazionale, CGIL Camera del Lavoro Metropolitana di Milano e Archivio del Lavoro

si ringrazia Armamaxa Teatro

Lo sciopero delle bambinein scena, in prima nazionale, al Teatro della Cooperativa di Milano, da martedì 9 a domenica 14 dicembre 2025, è il nuovo spettacolo di PEM Habitat Teatrali, con cui la Compagnia prosegue la sua ricerca di un’arte che declina contenuti civili e ironia.

Questa produzione rappresenta la protesta delle più minuscole operaie raccontata con la dolcezza penetrante di <un carillon filosofico e rarefatto, che lascia spazio alle nostre domande.>

Una narrazione arguta e ironica per ricordare una protesta che ha cambiato il corso della storia e della consapevolezza collettiva del lavoro femminile e infantile.

Al termine di ogni replica de Lo sciopero delle bambine, la Compagnia terrà un breve incontro, con personalità provenienti dalla società civile, che sarà occasione di confronto e approfondimento sui temi al centro dello spettacolo: il diritto al lavoro e la condizione femminile nel contesto lavorativo contemporaneo. Un dialogo che intende proseguire oltre la scena, per riflettere, insieme, sul significato e sull’attualità delle lotte per la dignità e l’uguaglianza.

Ospiti incontri post spettacolo:

09/12 Tiziana Ferrario

10/12 Eleonora D’Errico e Martina Bettinelli

11/12 Diana De Marchi e Unione Femminile Nazionale

12/12 Fiorella Imprenti

13/12 Marta Fana

14/12 Serena Dandini e Sara Poma

Questi approfondimenti sono stati realizzati con il contributo del Comune di Milano nell’ambito del progetto Milano, Rivoluzione Industriale: uno sguardo agli albori dei primi movimenti di solidarietà sociale.

erica g

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