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Marta Ossoli e le <sue> Fenici

da | Nov 20, 2025 | Arte & Teatro

Le Fenici – Storie di Rinascita (Artemisia Gentileschi, Frida Kahlo, Alda Merini e Maria Callas) – di e con Marta Ossoli

Mi fido di me: parole in cui la volontà si fa quando lo spirito è pronto! Parole che conoscono quelle anime forti che ai più appaiono controcorrente.

Quando tutti ti dicono di non splendere, tu splendi.

La voce di Marta Ossoli fa echeggiare questo annuncio capace di chiosare momenti di intensità pazzesche sia per la tematica trattata, sia per la sensibilità nel restituire ben più di un lavoro artistico! Le Fenici, esseri per cui molti libri e altrettante menti ne sono stati ispirati. Qui ci raggiungono per darci la possibilità di manifestarci, ci insegnano ad aprire le ali e la voce. Nel suo virtuosismo poliedrico Marta stessa racconta queste storie prendendo le vesti e il cuore delle protagoniste, fedele contemporaneamente al suo estro che sempre più la associa alla figura di una Pandora nuova: dal suo tempio interiore esprime la bellezza, i talenti e le virtù di cui ciascuno è portatore.

Le Fenici, una produzione interamente curata e creata da Marta Ossoli. Quattro donne: Artemisia Gentileschi, Frida Kahlo, Alda Merini e Maria Callas. Un’elaborazione che dimostra una raffinata ed elegante ricerca di scelte sulle parole (ciascun termine è ponderato, valutato, cullato), la scena (ogni dettaglio prende vita da un “vuoto” che è utero gravido), i costumi (accuratamente eletti per leggerezza e capacità evocativa), i suoni (musiche che insieme alle stole vestono i momenti come stilisti dei più prestigiosi atelier).

Nel raggiungere il palco dove avrà luogo, prenderà vita una carne viva, presente, essente, si sperimenta un assaggio, una introduzione curiosa, vedendo davanti a sé trasportare con un veicolo adeguato un elicottero. L’immagine non fa che generare un sorriso ed aumentare la voglia, la bramosia che alberga indiscussa nell’animo, si ha voglia di volare! Con questi pensieri capaci di predisporre una visualizzazione di leggerezza si entra nell’atmosfera pulita, spaziosa, deliziosamente minimale.

Marta avvia il racconto, prendendo il vuoto lasciato volutamente sul palco e modellandolo sapientemente. Il velo rosso diventa manto, stoffa libera di viaggiare nelle correnti, stola per aggrapparsi ad una unica via di uscita. Le emozioni si svegliano, sono libere, possono accorgersi di desiderare qualcosa in più di un semplice cenno, possono effettuare prove di volo.  

Le donne scelte da Marta, lei medesima ci aprono al potenziale che ciascuno di noi ha. Perciò tu lettore, uomo o donna, ascoltando la voce di Marta virtuosa e poliedrica, di Frida, di Artemisia, di Maria, di Alda, non aver paura della tua luce, della tua grandezza, del tuo essere divino. La forza con cui Ossoli imprime queste aree semantiche genera un pathos liberante, brividi che animano la vera natura.

È lecito inventare dei verbi nuovi?
Voglio regalartene uno: io ti cielo,
così che le mie ali possano distendersi smisuratamente
per amarti senza confini. – Frida Kahlo

Frida una donna, una artista ancora di rivelare. Attenendosi ai diari e ai documenti, fonti originali si traccia la vastità di colei che del realismo interiore ha fondato una corrente tutta sua, non avrebbe potuto essere e fare altrimenti. Violata nel corpo e nell’animo i suoi fili dipinti di sangue cercavano quella linfa a cui abbeverarsi per poter esistere. Frida l’ha sempre trovata al confine tra mondi, morte e vita, anima e corpo, la sua pelle tela vivente e testimone oculare, pennello nelle mani di Kahlo.

Cerca di accettarti così come sei. Non cambiare per piacere agli altri. Chi ti ama accarezzerà le tue insicurezze. Chi vorrà starti accanto si accoccolerà alle pieghe della tua anima.
Sii te stessa sempre. Fatti un dono vero resta come sei.

Io sono nata zingara, non ho posto fisso nel mondo,
ma forse al chiaro di luna
mi fermerò.
Alda Merini

Alda Merini, donna, madre, poetessa, scrittrice. Marta restituisce di lei un ritratto non convenzionale, aperto alla vera chiave di una Merini profondamente umana e mistica, due peculiarità che la gettano nei vortici di turbamento, follia e pazzia costellati da bagliori di astri purissimi condensati nelle sue preziose parole, vere ali sin dall’infanzia per Alda. Senza censura verso sé stessa, vocaboli e sigarette sono il suo nutrimento e le sue autentiche sentinelle che ancora oggi ci portano a farle visita.

Troverai lo spirito di un Cesare nell’anima di una donnaArtemisia Gentileschi

Artemisia Gentileschi, la sua ri-bellione innata, innestata nelle tele e nei colori che impara a preparare sin dalla più giovane età le permette di “mostrare cosa può fare una donna”! Questo nonostante un sistema vizioso e stantio nei rigidi codici di un contesto storico soffocante intenzionato ad annullare la natura di questa bellezza. Artemisia ha la fierezza che la tempra, le torture potranno piegare l’involucro ma non la vera fortezza. Lì lei sente il suo pulsare, la sua potente voglia di farsi nascere libera. E ci riesce. Si partorisce da sola Artemisia.

Non sono un angelo e non pretendo di esserlo. Non è uno dei miei ruoli. Ma non sono nemmeno il diavolo. Sono una donna e una seria artista, e gradirei essere giudicata per quello.Maria Callas

Maria Callas, la Divina. Siamo giunti alla fine del viaggio e ripercorrendo alcuni momenti di questa figura dalla voce di sirena Marta raggiunge l’apice. Le vicende scelte e narrate rappresentano i sogni, le favole, gli antagonisti e le porte che possono aprirsi. Gli avvenimenti si snodano attendendo una morale che non rispetta i canoni convenzionali, non c’è una storia con “vissero felice e contenti” ma un’ultima voce che resta per sempre, perché è fedele alla vocazione iniziale. La Callas vola anche lei tra le labbra e il cuore di Marta che libera l’ultima Fenice in una commozione vibrante.

Marta Ossoli una donna, una attrice, una creativa che riesce ad esprimere la sua totalità scomponendosi e sommandosi ogni qual volta libera la sua natura! Una Fenice dei nostri tempi che educa al sì verso sé stessi: ogni favola è sogno e questo onirico non è pazzia ma quotidianità

Cinque Fenici. Hanno creato ponti, parole, partendo dal loro tempio, cinque colonne, non si piegano alla logica del mondo che fa rimpicciolire. Dimostrano la propria grandezza, educano a cambiare prospettiva, a volare rinascendo dalle ceneri come Fenici.

Ognuno è immenso e la realtà che sogna merita la più infinita grandezza.

Si ringraziano Marta Ossoli, l’Associazione Donne in Circolo, il Teatro comunale Carlo Rossi di Casalpusterlengo

erica g

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