“Orlando Furioso” – Reading teatrale in 9 tappe (svoltesi in borghi e piazze lodigiani), animato dalla voce e regia di Mino Manni, con le interpreti e cantanti Marta Ossoli e Marta Rebecca e le musiciste Silvia Mangiarotti e Francesca Ruffilli
6 Agosto – Lodi, Chiostro ex convento di Fra Cristoforo. Viene narrata “La Battaglia di Parigi”: la città è difesa dai paladini Cristiani che debbono respingere l’assedio dei Mori. Un episodio di guerra, di battaglie, di armi, di sangue. Scontro epocale, rosso, ritmo, passione, versamenti, chi è l’Uomo che si lascia travolgere dal fluido della perversione? La Storia ci conduce alla pazzia di altri “6 Agosto” dove per molti la vita sulla terra si conclude barbaramente. Una nuvola a forma di fungo su Hiroshima, scoppi di fucili sulle strade palermitane. La città è messa in salvo, nonostante tutto, i corpi si avvolgono in bandiere che recano blasoni mai visti, quelli di un richiamo altissimo, la cui voce non si articola per vocaboli.

“Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese”: il suono nelle sillabe e nell’aria già conduce in un onirico dove tutto è permesso ma attenzione, tutto è reale. Ariosto compone l’Orlando Furioso affinché si abbia presenza del valore di ogni singolo gesto, di ogni minuta evoluzione in ciò che è la storia, in quel che sono i personaggi narrati.
In un ambiente creato con meticolosa attenzione, sostenuto da voci, costumi e strumenti, percepiamo i movimenti, il flusso delle parole, la gestualità e gli sguardi che Orlando, Angelica, Astolfo, Agramante, Ruggiero, Sobrino pronunciano, trattengono, espirano.
Gloria e vendetta, nobiltà e inganno, lealtà e superbia: temi cari, scritti nelle orme dell’umanità ancora lontana dall’essere franca da una dimensione duale. La meta per l’uomo è proprio affrancarsi da tale dualità, riunirsi integro, realizzare una libertà operante almeno nel pensiero, nell’animo, un poco prima che le note struggenti di una fine materiale inizino a dissolvere l’alito… ci vuole coraggio, di vuole un Credo potente per questo.
Cosa può dire perciò, tale poema cavalleresco, dai tratti epici, dalle gesta che paiono così amplificate agli occhi nostri, a uomini e donne di oggi che spesso debbono assomigliare a speleologi, pur di vivere quelle dimensioni emotive descritte nei canti di un’Opera tanto ampia e tanto capillare.
Ogni singolo carattere dell’Orlando Furioso ha peculiarità, insegnamenti, prospettive in cui riflettersi proprio come in un viaggio dove si attraversano corridoi colmi di specchi. Un poema che ci attrae con uno sguardo regale, invita a conoscere le regole di un gioco – vedersi in questi specchi -, alle battaglie e a quella doverosa, sana follia dimenticata, necessaria per condurre i nostri passi in un quotidiano consapevole e non uniformato ad un sistema.
Il Tour di 9 tappe dell’Orlando Furioso proposto come reading teatrale, inserito nel programma di iniziativa culturale e di promozione del territorio della provincia di Lodi, si innesta su due linee principali: la guerra dei Franchi contro i Saraceni, la follia di Orlando che impazzisce d’amore per Angelica. Il ciclo di reading è condotto da Mino Manni, curatore e regista delle letture sceniche, insieme alle attrici e cantanti Marta Ossoli e Marta Rebecca, accompagnati dalle musiciste Silvia Mangiarotti e Francesca Ruffilli
Intraprendere un viaggio significa spesso scegliere una via piuttosto che un sentiero, a volte si riesce a toccare tutte le tappe previste, altre invece si raggiungono quei bivacchi che assicurano i momenti di cui si ha bisogno; questa è la straordinaria magia di tali opere: ancor prima dell’uomo, le parole, chi le ha scritte, sa bene quali possono risuonare e chi ne è il destinatario…
Magia e incantesimi, natura e fantasia in una armonia di vicende che paiono un’enciclopedia dove indagare l’umano. Quasi si potrebbe pensare che Ariosto si diletti a studiare l’anatomia delle emozioni motrici che sottendono le azioni, le debolezze, le virtù, i versamenti di sangue, le promesse, la giustizia e l’amore dei protagonisti. La restituisce con quest’opera attuale, lo è così tanto che durante gli appuntamenti estivi, hanno avuto luogo sorprendenti congiunzioni astrali …

6 Settembre – nei cieli una Luna gigante, espansa, così tonda da voler gridare docilmente il suo bisogno di essere di nuovo divina Madre, dalle gote appena rosee, ascolta attenta l’impresa di Astolfo e dell’ippogrifo che proprio a lei bussano per domandare il senno di Orlando. Le nuances appena imporporate evocano una cavalcata lungo dune di cirri e cumuli. Ovunque si ode il cantico, arrestando i propri passi.
“dove veniva miracolosamente raccolto
ciò che viene da noi perso, o per nostra colpa,
o a causa del tempo o della Fortuna:
ciò che si perde qua sulla terra, là sulla Luna si raduna” (dal Canto XXXIV)
12 Settembre – Castello Cavazzi in Somaglia – si riuniscono le genti, si mormora ancora in un mondo scosso dai ricordi di giorni tormentati, di perdita, di inaspettata, codarda, sudicia volontà, si dipana il terreno per Lo Scontro Finale tra paladini e saraceni. Entrano nel cuore e nello spirito gli incessanti colpi di tamburo, le voci annodate per elevare la potenza di ciò che si assiste, non solo, si prende parte. L’amarezza di una uccisione ingiusta, la spada s’agita viva, guizzante, le labbra esanimi di un amico, un fratello, un amante che giace tra le proprie preghiere vane: Orlando e Brandimarte sovrapposti ad Achille e Patroclo citati con amabile ingegno.
Le lame sfregiano i lembi della pelle già divisi sulla fronte, sulle braccia: l’arco di violino e violoncello sanno essere così acuti, crudi, violenti. Non omaggiano respiri, solo prolungano l’agonia.
Eppure la forza del nobile e vero sangue trova il compimento immortale: un nuovo Sole e una nuova Luna conducono i paladini alla vittoria finendo i saraceni e pure Rodomonte. Le nozze, l’amore e la preghiera di Orlando, l’Uomo, che infine dagli Angeli è scortato…

Accingersi a quel Pino, salutare Orlando ma prima , rendersi disposti ad afferrare il guanto Giusto, volontà di quel sé devoto a grandi valori, quelli che abitano in fondo agli occhi che già sono mossi e pronti a ispirare azione e cuore.
Questo viaggio può essere di nuovo ascoltato e vissuto il 20 Settembre alla PalabancaEventi di Piacenza, per info qui
Si ringraziano Mino Manni, Marta Ossoli, Marta Rebecca, Silvia Mangiarotti, Francesca Ruffili, Enti e Istituzioni che hanno sostenuto e promosso l’intero programma
erica g







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