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Nazra: uno sguardo alla Palestina

da | Set 29, 2025 | Arte & Teatro, Testimonianze & Racconti

NAZRA PALESTINE SHORT FILM FESTIVAL 2025 | Dal 9 al 12 ottobre 2025 Milano inaugura Nazra |Quattro giornate di incontri, workshop e proiezioni. Una rete dal basso che resiste, si educa, diffonde

Palestina

Storicamente il termine Palestina deriva da Palashtu, nome con il quale gli scribi assiri indicavano il territorio meridionale della costa palestinese occupato dai Filistei, uno dei popoli del mare. Lo stesso territorio viene chiamato nei testi biblici Terra dei Filistei.

Palestina, un nome che si configura in spazio, luogo, delimitato da confini. Ma questa Terra è abitata da persone con occhi profondi, una pelle arida, conserva il Mediterraneo, la salsedine, è viva! Cosa sappiamo della Palestina? Nel nostro immaginario conosciamo troppo poco rispetto alla ricchezza nascosta di questo popolo, poiché di gente, donne, uomini, bambini si parla! Palestina è un caleidoscopio vivente di tradizioni, unicità, comunità a cui occorre con devota urgenza donare uno sguardo.

Nazra in arabo significa sguardo!

Nazra Palestine Short Film Festival è un Festival nato nel 2017 per dare voce attraverso i tempi alla Palestina e al suo popolo, attraverso il linguaggio cinematografico.

Si tratta di un progetto culturale indipendente, informativo e inclusivo, dedicato a raccontare la Palestina attraverso il cinema. La sua identità è quella di un festival a concorso, itinerante e diffuso, aperto a registi di ogni nazionalità, con storie che parlano della Palestina in senso ampio: dalla vita nei territori occupati ai campi profughi, fino alla diaspora. Nazra non è solo cinema, ma anche storia, memoria, arte, musica e teatro.

I temi affrontati sono vicini alle nuove generazioni: l’emancipazione femminile, i diritti umani, la libertà di espressione, il rispetto, la costruzione della memoria personale e collettiva, il peso della migrazione, la quotidianità sotto occupazione, ma anche la forza dell’immaginazione come resistenza. 

Un’attenzione importante a studenti e studentesse: ad esempio, il confronto con Moni Ovadia e Silvia Pinelli di Assopace Palestina offrirà uno spazio di ascolto e dialogoper andare oltre la visione dei cortometraggi. Un momento di consapevolezza, dove le domande contano più delle risposte. 

Perché parlare di Palestina non significa solo parlare di un luogo, ma interrogarsi sul nostro presente e sulle disuguaglianze globali. Il cinema è strumento di conoscenza ed empatia. Attraverso le immagini e le narrazioni, Nazra invita le nuove generazioni a guardare oltre i confini e a costruire un pensiero critico.

Di questo progetto, ne parla Monica Macchi, critica cinematografica, docente, relatrice, codirettrice artistica del Festival

La Palestina è un mosaico, attraverso questo Festival itinerante che parte da Milano nell’intervallo di date tra il 9 e il 12 Ottobre per proseguire successivamente in altre tappe, i cortometraggi presentati, gli interventi proposti, vogliono offrire una visione a 360° sulle dimensioni sociali, culturali, geopolitiche. Vero che la situazione attuale ha un unico focus ma in questa edizione ancor di più c’è la volontà di far trasparire tematiche trasversali.

Uno sguardo per costruire ponti di cultura e solidarietà tra i popoli attraverso i corti

Khaled And Nema

Khaled, un bimbo beduino di 10 anni e la sua fedele capretta Nema sono pronti ad imbarcarsi in una missione impossibile: far tornare la memoria a Abu Mariam che ha l’Alzheimer, ma anche il potere di salvare il loro villaggio dalla demolizione dell’esercito israeliano.

Un corto diretto da Sohail Dahdal, regista e sceneggiatore palestinese, con un profondo interesse nel creare storie non convenzionali che fondono narrazione di fantasia e filmati di repertorio.

Mawtini (My Homeland)

In lutto per la perdita della nonna, Nawal si concentra sul mantenere in vita un alberello di fico, il suo ultimo legame con la Palestina. Quando incontra Tanya, un’anziana indigena nel suo nuovo condominio, scopre cosa significhino davvero la resilienza e il legame con la terra sotto il colonialismo e il capitalismo.

Corto diretto da Fateema Al-Hamaydeh Miller, regista palestino-canadese che esplora le identità frammentate di voci marginalizzate

Siri Miri

Feroce satira sull’impatto dell’occupazione nella vita quotidiana:  due ragazzi annoiati ricorrono all’aiuto di Siri per organizzare una serata divertente….ma nella Cisgiordania occupata l’intelligenza artificiale si dimostra inutile o beffarda.

Corto diretto da Luay Awwad regista palestinese laureato all’Università Dar Al Kalima

Come guardare? Come farsi guardare? Da questi due quesiti si intrecciano gli appuntamenti del Festival con parole, ritmo, linguaggio filmico. Il prodotto cinematografico è il prisma che trasmette e riflette conoscenza, condivisione, mappatura. Scegliere un corto permette di rendere i contenuti più fruibili agli auditori che coprono tutte le fasce di età.

Nazra Palestine Short Film Festival è stato ideato da tre associazioni: Restiamo Umani con Vik di Venezia, Ecole Cinema di Napoli e il centro culturale Vittorio Arrigoni di Gaza. Da questo  nucleo si sono aggiunti altri partner, altre collaborazioni che portano avanti con un credo molto forte e impattante la mission che sottende al festival.

I palestinesi esistono, sono ed è importante che prendano sempre più sostanza nella storia. Molti corti sono incentrati sull’identità e sull’esistenza materica di questo popolo.

… dimostrare di esistere per contrastare la narrativa sionista di “una terra senza popolo per un popolo senza terra”

Golda Meir che in una intervista al Sunday Times del 15 giugno del 1969 ha dichiarato:

“Non esiste qualcosa come un popolo palestinese…non è che siamo arrivati per cacciarli via e impossessarci del loro Paese… semplicemente loro non esistevano”

…dimostrare e mostrare al mondo che la Palestina può essere “tenace, sorridente, sincera, ospitale”

Dalla frammentazione si ricostruisce la bellezza, rendendo testimonianza alle persone che applicano la resistenza e la resilienza.

Nazra (fino ad oggi ospitato in cinquanta città italiane) è uno spazio per promuovere autori palestinesi, della diaspora e sostenere il loro diritto di espressione e auto-rappresentazione; è un modo per porre l’attenzione sulle atrocità che Israele infligge alla Palestina, in particolare in questo momento, in cui la colonizzazione delle terre si è definitivamente mostrata nel suo complesso genocida.

Monica Macchi enfatizza questa dimensione e lascia trasparire la sua passione per il Medioriente. Un richiamo che arriva dalla poesia:

avevo appena letto i versi di Darwish in italiano e mi è venuta l’esigenza e l’urgenza di sentirla, leggerla e gustarmela in lingua originale in omaggio alla celebrazione del  Mediterraneo di Bennis “non un luogo recintato da principi geografici o da un’idea che rinnega l’Altro, piuttosto un’idea aperta, dimora poetica in una realtà globalizzata che oggi dimentica le lingue e la poesia”

Nel suo libro “I dannati della Terra Santa. Sionismo e colonizzazione israeliana nel cinema militante” Monica Macchi tesse uno sguardo fedele alla Palestina.

Attraverso lo sguardo dell’Altro, si vuole mostrare e recuperare l’esperienza del Levante, inteso come archivio sonoro, visuale e letterario di un Mediterraneo non ancora ingabbiato dai rigidi confini degli Stati-nazione, tracciando un’inedita mappatura geografica del Medio Oriente che utilizza il cinema come agente di storia. La decostruzione della logica distanziatoria sionista, che proietta forme di nazionalismo innestato su politiche coloniali, restituisce così un immenso patrimonio di simboli, concetti ed influenze della componente ebraica nel mondo arabo-islamico.

Per consultare date, programma e tour di Nazra, le informazioni sono disponibili qui.

Nazra è reso possibile grazie alla collaborazione con importanti partner nazionali e internazionali: Progetto REC Palestina, a favore di progetti di solidarietà con il popolo palestinese; ACS ONG, attiva in Palestina con progetti di cooperazione e solidarietà; Festival Ciné-Palestine di Parigi e Marsiglia, dedicato alla promozione del cinema palestinese; Fondazione Vittorio Arrigoni, che continua l’impegno per i diritti umani del pacifista Vik Arrigoni; Centro di Scambio Culturale Vik, con sede a Gaza, spazio di incontro tra giovani e culture

Si ringraziano inoltre: A.N.P.I. Povinciale di Milano, Barrio’s, Cascina Cuccagna, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, Coordinamento UNIMI per la Palestina, Fondazione Culturale San Fedele, L.OC.K. – Laboratorio Occupato Kasciavìt, Mare Culturale Urbano – Cascina Torrette, Scuola Mohole, Street Food Betlemme, Radio Popolare, Teatro Carcano, VISUALCONTAINER[.BOX]

Un sentito ringraziamento a Monica Macchi, Silvia Gandolfi e a tutti gli organizzatori, partner, enti e istituzioni che rendono possibile dal 2017 questo Festival

erica g

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