MUSE 1084 – RESISTANCE è una vera e propria rock opera con recitativi accompagnati; è un concerto tributo ad una delle band più importanti degli ultimi decenni, i britannici Muse
Luci e oscurità, il rosso e il nero, la forza di una ribellione che si vede partorire da una mano che velocemente inizia a gettare inchiostro su un diario – un diario?! Il sistema non permette un diario, non consente un vocabolario, non ammette parole, brucia le parole.
All’inizio si ignora, siamo tutti compagni ma non è così. Siamo tutti uguali senza lessico, senza un pensiero, senza la lucidità ma non è così. La violenza di luci che entrano nella pupilla è una ferita necessaria per iniziare a sentire, svegliarsi : ci sono mille coltelli in quegli occhi, il cristallino è graffiato come la pelle. Ulcere. Ecco quello che il sistema sta facendo, provoca ferite anestetizzandoti, togliendoti la sensibilità, eliminando le impronte digitali, cancellando l’identità. Eppure le vedo queste ulcere, l’ho scritto sul diario, lo dirò anche a lei. Lei me l’ha mandata il sistema o dovevamo incontrarci? Io voglio dirglielo quello che provo, lo sto provando?

Cosa faccio? Mi guardano, l’occhio mi osserva, mi soffoca solo infiltrandosi nei miei pensieri: io sto pensando, c’è silenzio anzi c’è una folla fuori, davanti a degli schermi che ripetono i vangeli tradotti dai compagni staliniani. Ripetono quelle parole, ronzio di moscerini, il sudore li attira: so ancora sudare? Il ronzio sordo di cimici messe in ogni abitazione, in ogni buco dove si sta ammassati. No, il mio è solo per me, almeno questo. Sino ad ora sono stato bravo, me lo sono guadagnato, libertà. Ecco la prima interruzione che provoca una nausea purificatoria. Tossisco, ancora inchiostro sul diario, rigetto tutto, io la amo. L’occhio mi vede? Io resisto per me, per lei, per il mio diario. Sto impazzendo? Sto ravvedendomi? Ho le pulci addosso, luci puntate, occhi piccolissimi, grandissimi. Una claustrofobia che esce dagli schermi. Controllo, controllo, controllo.
Rigetto tutto, la nausea vermiglia repressa, io lotto per la sopravvivenza, io lotto, io la amo e lotta con me.
Resistenza, “Muse 1984” è un inno a questa Parola, questo gesto che nel protagonista del romanzo di George Orwell si radica come seme fino a squarciargli il petto: Smith Winston griderà “Tu ed io dobbiamo sopravvivere“. Il classico orwelliano dà motivo di riflettere attentamente sulle emozioni, sulle provocazioni che ogni riga offre. Sono dei coltelli, si emerge da questa lettura stravolti, sbattuti come i piatti della batteria, sfregiati dalle dita che come fruste vergano la chitarra elettrica. Si piange, i capelli si sciolgono, intrisi da lacrime salate. Il capolavoro dei Muse 1984, fortemente voluto da Matthew Bellamy, leader dei Muse, appassionato di George Orwell, oltre ad avere interamente ispirato l’album The Resistance, ancora oggi ci appartiene, è autentico e conferma quanto l’individuo possa consapevolmente operare per fare una Giusta Resistenza. L’attualità di brani tra cui Psyco, Uprising, The Resistance, Knights of Cydonia, la disperazione delle imposizioni, della manipolazione sottile che si percepisce osservando appena di poco le questioni geopolitiche, le scelte tecnologiche, la comunicazione mediatica sociale che ci circonda, fa aprire i nostri di occhi. C’è un tempo per tutto: per il silenzio, per l’indifferenza e per il grido limpido di chi vuole recuperare linguaggio, pensiero, identità.

La musica si alterna a parti recitate, la presenza scenica dei ragazzi giovanissimi da speranza agli uomini di ogni genere e di ogni età affinché i dati, le macchine, uno stuolo di guru, al confine tra istituzione e cortili cittadini, non prevalgano. L’angoscia muta trova un’esplosione di sostanza nella forma di un palco ben costruito, un’immersione che vuole dare conforto all’ossessione di libertà e di amore.
Love is our resistance
They’ll keep us apart, and they won’t stop breaking us down
Hold me
Our lips must always be sealed
La sensazione di questo viaggio immersivo completa il classico orwelliano, aprendo però un portale con un respiro più ampio, una verità che ciascuno può tratteggiare, la propria, scevra da pregiudizi e da condizionamenti. E’ una verità gridata, l’ulcera non andrà in putrefazione, sgorgherà sangue ma sarà pulito, mondato, ubriaco di ossigeno.
MUSE 1984 – RESISTANCE è una vera e propria “rock opera” con “recitativi accompagnati” e arie. La regia è curata da Marco Rampoldi, ispiratosi a Bellamy ed ai Muse. La band è composta da giovani musicisti che si sono formati in alcune delle più prestigiose scuole italiane e straniere e hanno al loro attivo importanti partecipazioni a live, concorsi e progetti musicali di successo.
Deleo, Simone Mauro Ghilardi – tastiere – e Matteo Rampoldi – batteria – al CPM Music Institute,
Luca Corbani – basso – al Conservatorio Giuseppe Verdi e internazionali
Giacomo Gagliardini – chitarra – al Berkley College of Music di Boston
Il tour continua al Teatro Michelangelo di Modena il 7 Novembre prossimo. Qui il link
Si ringraziano Silvia Gandolfi, il regista Marco Rampoldi, la band e tutti gli intervenuti alla realizzazione di questo progetto.
erica g







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