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A salutare l’Autunno con Francesco Tamagno

da | Set 25, 2025 | Arte & Teatro

Villa Tamagno | Visita Guidata con Elena Ermoli | Presentazione del Libro “La Ladra di Elisir” di Roberta Lucato | Evento ospitato all’interno del Varese Estense Festival Menotti

L’ultimo giorno d’Estate è salutato con un evento esclusivo in un luogo che ha molto da raccontare: Villa Tamagno a Varese ha potuto ammirare la risposta di varesini e non solo, ad un appuntamento celebrativo e di grande rilievo.

L’attenzione che il Varese Estense Festival Menotti, con la Direttrice Artistica e Organizzativa, Serena Nardi, ha posto è fondamentale e punta ad un orizzonte ampio, in cui dirigere una progettualità indispensabile per la città e per l’intorno culturale.

Tre sono stati i punti chiave che sono riusciti a generare una curiosa e crescente attenzione nei partecipanti e, tale aspetto va sottolineato: educare, sensibilizzare ad una cultura raffinata significa intrecciare una sana ambizione con un doveroso sacrificio.

Prima Chiave

La Storia ricorda il 120° anniversario della morte di Francesco Tamagno

Tamagno, già nel nome un destino! Tanto grande, così grande! Una voce che ha segnato l’ultimo florido periodo dell’opera romantica italiana. Un personaggio che conobbe Donizetti, lavorò a stretto contatto con Giuseppe Verdi tanto da portarlo ad una dimensione ancora sconosciuta a quei tempi, ossia quella del “divo”. Francesco Tamagno rappresentò un virtuoso di fama internazionale e con l’Otello verdiano chiosò nella storia la propria impronta artistica.

Il suo timbro fu definito “argenteo e adamantino”, con potenza e squillo straordinari. La capacità recitativa invece risultava ammiccante tanto che aneddoti ilari rivelano un uomo piacente, esuberante, audace, impetuoso, però poco avvezzo a prendere posizioni sceniche di impatto.

Giuseppe Verdi precipitandosi sul palcoscenico con le lacrime agli occhi, lo baciò e disse: «Sei un Otello più autentico del vero OtelloQuel Miseria mia!” nessuno lo potrà mai gridare come lo hai gridato tu».

E Tamagno, modesto, rispose: «Vede, Maestro, molti cantanti possono avere più talento artistico di me, ma più cuore, no di certo

«Cantare e parlare per me è la stessa cosa; e la prima mi costa minor fatica della seconda. A volte, anzi, preferisco cantare»

Così diceva spesso il Tamagno tanto che gli amici intimi, gli ospiti invitati a Villa Margherita – questo il vero nome di Villa Tamagno, dedicata alla figlia di Francesco – erano accolti da quest’uomo possente, in un atrio che si apriva su uno scalone d’onore (ringhiere in ferro battuto) affrescato con eleganti architetture trompe l’oeil, arricchito da figure allegoriche e dai busti di Rossini e Verdi. Il Tamagno dal balconcino intonava arie per offrire il proprio benvenuto.

Seconda Chiave

Villa Albuzzi del Pero ( in seguito Villa Margherita, oggi Villa Tamagno)

Elena Ermoli è guida turistica per visite guidate alla città di Varese; attenta, dalla professionalità spiccata e ricca di aneddoti, curiosità, dettagli, porta l’esperienza ad una profondità intensa che permette di entrare nella Storia. Così si conferma anche per questo appuntamento pomeridiano descrivendo quei particolari che restituiscono la bellezza occultata dai tempi. Lasciamoci guidare!

Tamagno acquistò nel 1885 Villa Albuzzi del Pero a Varese per una somma allora importante! Il tenore aveva atteggiamenti ritenuti eccessivamente parsimoniosi, tanto da appellargli la fama di taccagno. A ciò si contrapponevano le passione per il collezionismo (attualmente presso i Musei Civici di Varese è custodita la raccolta di coleotteri) Eppure, per la piccola Margherita – sua figlia – spese tutte le sue emozioni, gioie, ricchezze. Francesco fu un ragazzo padre poiché la figlioletta nacque da una relazione clandestina con una donna dell’alta società sposata. Il Tamagno decise di prendere con sé il frutto di quella relazione. Il rapporto tra i due fu intenso, poetico, di sostegno e reciproco affetto.

Villa Albuzzi del Pero fu costruita nella Castellanza di Giubiano, collocabile entro i primi anni del XVIII secolo; quel che si nota sin da subito è la facciata tardo-neoclassica. Un profondo rinnovamento interno lo conobbe grazie a Francesco Tamagno.  Lo stesso incaricò inoltre Paolo Cantù per la progettazione dell’oratorio della villa. Al piano nobile della Villa si conservano pavimenti realizzati a mosaico. Nella Cappella – oggi visibile lungo Via Lazio – della villa, la figlia Margherita si sposò con Alfredo Talamona. Una relazione che non rese felicità duratura, anzi! Margherita dovette rinunziare alla Villa per risollevarsi dai debiti.

Poter gustare con i propri occhi la storia che traspira da ogni angolo delle stanze permette di intensificare le parole di Elena che restituisce piccoli episodi e tratti della vita di padre e figlia nella Villa.

Oggi Francesco Tamagno riposa nell’altissimo Mausoleo, voluto dalla figlia Margherita al Cimitero monumentale di Torino (città natale).

Terza Chiave

La Ladra Dell’Elisir. Un giallo varesino di Roberta Lucato

La discrezione non basta, si sa. Prima o poi qualcosa trapela,
specie se fa rumore o scandalo.E il rumore
di un segreto di famiglia non si mette facilmente a tacere. T
anto meno uno scandalo.


 Le note de L’elisir d’amore e la voce del celebre tenore Francesco Tamagno, con villa a Varese in quel di Giubiano, risuonano a inizio Novecento nel Teatro Sociale. L’atmosfera festosa è turbata da movimenti sospetti dietro le quinte. Un furto clamoroso, un omicidio cruento, casi mai risolti gettano ombre sui caldi pastelli autunnali della Città Giardino, meta prediletta del turismo d’élite. A investigare è chiamato il giudice Gagliardi, che con l’aiuto del maresciallo Ranzini dovrà destreggiarsi tra rancori mai sopiti, intrighi famigliari e segreti ben custoditi. Un autentico rompicapo. 

Roberta Lucato vive e lavora in provincia di Varese. Bibliotecaria, storica, giornalista pubblicista, firma la rubrica “Accadde 100 anni fa” sul quotidiano La Prealpina. È autrice di diversi saggi di storia locale tutti pubblicati da Pietro Macchione Editore. Illustra il suo giallo con precisione senza mancare a qualche piacevole e dilettosa digressione!

Questi tre passaggi concludono l’edizione 2025 del Varese Estense Festival Menotti. Sono detti “chiave” perché in realtà custodiscono il principio di un lungo viaggio immersivo nella bellezza.
Si ringraziano la Direzione Artistica di Serena Nardi, regista, attrice che muove con passione, attenzione e sensibilità straordinaria un’importante rete culturale, lirica e artistica, Roberta Lucato, Elena Ermoli, Macchione Editore

erica g

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