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50 volte Teatro: il senso del tatto per creare pace

Lug 19, 2019
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Bruciare tra le fiamme della vita! È il più grande augurio che qualcuno possa farvi. E non vuole essere un invito ad un dramma o ad una tragedia, anzi! Al contrario! È un biglietto d’ingresso affinché non sciami mai la passione per la vita, nonostante le difficoltà e gli ostacoli! Oh, di questi ultimi ne si incontrano tanti ma esistono motivazioni altrettanto forti e bellissime, che permettono di alzarci, ci aiutano, ci prendono per mano e ci risollevano! Ci accorgiamo dello splendore della vita aprendo i nostri sensi… ed il grande sipario della vita ci mostra quanto magnifica in fondo è l’esistenza di un essere vivente! Il teatro è un maestro e chi frequenta questa “grande casa” si ritrova in una famiglia che cresce compiendo un’azione grandiosa: educa l’uomo, letteralmente lo “porta fuori”, permette di sperimentare emozioni diverse insegnando ad aprirsi, nonostante tutti gli eventi che la Vita riserva a ciascuno. Aprirsi alla vita e bruciarsi!

… “Bruciate…perché quando sarete grandi potrete scaldarvi ai carboni divampati nella vostra giovinezza.”

Don Tonino Bello

In queste parole risuona la forza di un uomo, tanto semplice quanto immenso nella sua bontà e tenacia. Un uomo che ha saputo mordere la vita e costruire quello che molti cercano, la Pace!

La calda e profonda voce di Sebastiano Somma incarna in modo sublime le note colorate di Don Tonino Bello, annunciando e denunciando con energia ciò che un cuore giovane ha bisogno. I dubbi esistono ed assalgono ciascuno di noi, indistintamente. Bene, si deve lottare…

“non abbiate paura, non preoccupatevi! Se voi lo volete, se avete un briciolo di speranza e una grande passione per gli anni che avete…cambierete il mondo e non lo lascerete cambiare agli altri. Vivete la vita che state vivendo con una forte passione. Non recintatevi dentro di voi […] Appassionatevi alla vita perché è dolcissima. Mordete la vita! Incendiate…non immalinconitevi. Perché se voi non avete fiducia, gli adulti che vi vedono saranno più infelici di voi. Coltivate le amicizie, incontrate la gente. Coltivate gli interessi della pace, della giustizia, della solidarietà, della salvaguardia dell’ambiente. Il mondo ha bisogno di giovani critici. Diventate voi la coscienza critica del mondo. Diventate sovversivi. Non fidatevi dei cristiani “autentici” che non incidono la crosta della civiltà. Fidatevi dei cristiani “autentici sovversivi” come San Francesco d’Assisi che ai soldati schierati per le crociate sconsigliava di partire. Non so se li ricordate, se li avete letti in qualche vostra antologia quei versi di Neruda in cui egli si chiede cosa sia la vita. Tunnel oscuro,- dice – tra due vaghe chiarità o nastro d’argento su due abissi d’oscurità? Quando ero parroco li citai durante una messa con i giovani. Poi chiesi: perché la vita non può essere un nastro d’argento tra due vaghe chiarità, tra due splendori? Non potrebbe essere così la vostra vita? […] “

(N.d.r. il testo è stato adattato rispetto all’originale “Lettera ai giovani”, per consultarlo cliccate qui)

Riportare qualche stralcio di frase è far risuonare la campana di una voce di Pace. E’ una sorta di terapia, molto simile ai bagni di gong tibetani. Questo dolcissimo e carismatico grido trova forza nelle corde vocali di un grande personaggio dello spettacolo: Sebastiano Somma. Un uomo che è stato capace di rimanere tale, che ha subito l’onda del successo ma ha saputo cavalcarla, preferendo la solidità dei suoi sogni d’uomo. Sebastiano ha scelto di rimanere fedele a se stesso ed è circondato dall’affetto di moltissime persone: ha seminato qualcosa di positivo e duraturo nella sua vita personale e professionale. Ha seguito quella voce che ora declama, una voce che assomiglia ad un richiamo!

Forse superficialmente questi atteggiamenti sono classificati come “ultimi” eppure sono proprio tali gesti, poveri, semplici, umili a riempire di un brivido d’amore e di speranza i cuori della gente. Scosse di vita che attraversano un mondo sofferente e sempre più introverso, un mondo che ha bisogno disperatamente di sognare. I sogni sono portati avanti da uomini piccoli e scomodi: questo raccontano le voci di Sebastiano Somma e Morgana Forcella, accompagnate  dal trio d’archi di Saverio Mercadante e dalle immagini create dalla sabbia da Simona Gandola.

Don Tonino Bello, un uomo piccolo che si definì ultimo, e così vorrebbe essere ricordato. 

Le sue mani hanno compiuto opere tutt’altro che piccole, hanno abbracciato, hanno accarezzato, hanno aiutato ed hanno cambiato il mondo.

Le mani, emblemi supremi del senso del tatto! Con le mani possiamo raccontare e dimostrare quanto l’uomo sa fare la differenza. Le mani sono espressione di noi, delle nostre volontà. Le mani ci aiutano a creare, a rendere visibile ciò che è custodito nel cuore e nella mente.

Una nonna in cucina crea e trasmette ai figli la passione del condividere il nutrimento, un’infermiera fascia le ferite ai malati, un pittore muove con maestria il pennello, un elettricista sistema fili di corrente: tutti, nel palcoscenico che ci offre la vita, offrono le mani a servizio della propria missione, a servizio del piccolo pezzetto di mondo che viene affidato a ciascuno.

Usiamo le nostre mani affinché creino bellezza! Immaginiamo di avere un banco luminoso su cui far ondeggiare la sabbia e rappresentare i nostri progetti, le nostre idee, i nostri sogni: dal teatro alla vita quotidiana, una bella sfida per la pace, per una ribellione che ci cambia e porta speranza!

N.d.R “50 volte teatro” per il 50° Anniversario del Teatro Auditorio di Cassano Magnago

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