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Patrizia Notaro: un dialogo nel giorno della Grande Madre

Mag 08, 2022
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Questa storia meritava di essere accudita e coccolata prima di poterla condividere, meritava il suo tempo, in fondo per ogni cosa c’è un processo di maturazione, ci sono variabili non calcolabili, attese verso cui portare pazienza.

Pianeti e costellazioni hanno bisogno di tempo per trovare il giusto allineamento, l’armonia più calzante per emanare i propri effetti. Ogni percorso intrapreso bussa alle porte del cuore quando l’innesto è ben riuscito.

Questa storia legata ad una donna, ad una madre che è in costante cammino per cogliere le essenze dei sogni e le forme con cui arrivano, accettandoli e prendendoli come l’Universo li mostra. Una donna il cui nome è Patrizia Notaro, in questo suono c’è molto di nobile, c’è molto di “puro”.

Per questo, la sua storia non poteva che essere raccontata e diffusa in un giorno carico di energie femminili, in cui il passaggio verso la fioritura è grondo di abbondanza, tenerezza, tepore, è il giorno della Grande Madre, la festa della Mamma, nel linguaggio corrente.

“Mamma, che lavoro fai?”

Come è possibile descrivere e spiegare ad un bimbetto dagli occhi curiosi e indagatori, che la sua mamma svolge una strana professione, prendendosi cura degli altri con un approccio un pochino lontano da quella che è la cura tradizionale?!

Il benessere che insegna la Natura e metodiche più orientali possono essere complicati da descrivere.

Questo quesito è diventato un punto riflessivo specialmente durante le prime chiusure, le pause lunghe in cui la routine assumeva un unico contorno mono-tono “stare in casa”, eppure bisognava continuare a lavorare, adattandosi a nuove modalità. Durante l’emergenza sanitaria "il mio piccolo" - come lo chiama Patrizia - è stato molto bravo a ritagliarsi dei tempi di gioco, lasciando spazio per dare sostegno e supporto a chi si rivolgeva a questa meravigliosa donna, come professionista del benessere.

Per un’operatrice olistica, effettuare meditazioni a distanza non è semplice ma, modulando la voce, Patrizia, intuisce che può affermare la sua tipologia di lavoro, mostrandola da un punto di vista ludico, così è più facile accogliere e comprendere, anche per un ragazzino ancora immerso nei tempi dell’infanzia!

– e credete, la voce di Patrizia ha un suono stupendo, arriva da una conchiglia rara, trovata lungo le scogliere calabre, da lì si fuoriesce e si espande –

Patrizia con la sensibilità e con la voce durante le sessioni, fa immaginare, fa accedere ad una consapevolezza che prepara al cambiamento.

Prima di trasmettere consapevolezza agli altri però Patrizia l’ha sperimentata su di sé, la vita infatti ha riservato prove e sfide, le ha posto dinanzi maestri illuminati e maestri che si sono rivelati ostacoli da cui imparare.

Perché Patrizia Notaro per essere la donna, la ragazza, un’operatrice che conosce lo sciamanesimo, la madre e la moglie che è, si è svestita di molte maschere. Questo ha procurato della sofferenza, in fondo ogni passaggio stretto implica un avanzare doloroso, un andare avanti anche quando sembra che manchi il coraggio, perché vedere in faccia le proprie fragilità non è facile per nessuno, non lo è stato nemmeno per Patrizia.

Dieci anni fa si è resa conto che lei poteva e doveva decidere chi era e cosa fare.

Ha viaggiato dentro di sé, benché abbia un desiderio forte, una voglia sana di esplorare il fuori benché l’impellenza non è alimentata da fughe irrisolte o problematiche ancora ombrose, bensì da una curiosità fresca ed innocente propria di chi ha affrontato le salite irte di un percorso e pur, sapendo che ancora crescerà e incontrerà sfide, ha raggiunto una “pace” che consente di accogliere ciò che dall’Universo e dal quotidiano arriva.

Ha sì viaggiato e scoperto luoghi ricchi di tradizione olistica, culto sciamanico, in solitaria, nelle terre di Africa, Malasya, Thailandia.

L’incontro con un Maestro di Yoga è fondamentale e cruciale per Patrizia che afferma: “Siamo noi a decidere dove condurre la nostra vita”

Patrizia arriva da un dottorato di ricerca in cui ha cambiato tutor perché mancava empatia, l’ambiente era difficile da inglobare, ha impiegato tempo a comprenderlo, con note di dispiacere, del mal-essere, fino a che decide, sceglie di portare una tesi di laurea con una nuova tutor, in ambito neurologico. Viaggia nel mondo dell’Alzheimer, scopre con questo lavoro un approccio che tratta di “anime”, conosce le storie di chi ha questa patologia, si addentra nelle descrizioni dei loro sogni, di cosa visualizzano quando perdono il loro sguardo oltre la finestra.

Anime! La scelta di Patrizia sarà un salto che la porta dal campo di ricerca ad una dimensione tanto diversa quanto simile in fondo, perché l’olismo, implica una continua ricerca su di sé e sugli altri. Forse la sua scelta non si può definire razionale eppure, le consente di riprendere le proprie origini calabresi ed accoglierle.

Dapprima, forse attratta da luoghi più semplici, attraenti per l’età dell’adolescenza, in cui si vuole sperimentare, viaggiare, Patrizia faticava a vedere bellezza nelle tradizioni e negli usi della Calabria, terra di forte storia e ritualità. I viaggi verso mete europee forse sono piccole fughe. Il tempo e le sfide, le apriranno mente, cuore, corpo e anima, trovando nella Calabria la propria appartenenza, le proprie origini ancestrali. Ed è più che un ritorno, è un’affermazione di nascita, una sorta di Battesimo.

La Terra che benedice una ragazza, una madre.

Questo momento è funzionale per l’evoluzione, per accettare le origini, radicarsi e trovare un equilibrio armonico e dinamico.

Diventa una moglie, una madre, una donna, un’operatrice di sciamanesimo, esprimendosi con tutto il suono dolce e potente della tradizione calabra.

Nella vita, dopo che ha compreso ed aiutato se stessa, si è sentita pronta per aiutare gli altri, come? Grazie allo yoga sciamanico, alle tecniche di respirazione, alla meditazione, a percorsi personalizzati. Aiutando, aiuta sé, rinnova questo cerchio di energie. È un continuo conoscere frammenti di sé per ricomporli nel mosaico unico “mente-corpo-anima”. Questo è stato il suggerimento del suo Maestro Sufi. Altri maestri sono stati formativi essendo essi stessi prove da superare.

Con la sua voce dà protezione a chi accoglie un percorso e ne si immerge.

“Chiediti sempre perché non stai iniziando, tutte le parole che metterai dopo “ma, però” è una risposta prodotta dalla mente, non dal cuore”

La voce è una cartina al tornasole, guida, trasporta, conduce.

Patrizia ha dolcezza e forza nella voce. Ha superato le proprie sfide per essere ciò che è, ha trovato la sua voce ed ora la mette a servizio.

Ci sono dettagli così preziosi di Patrizia che Madre Terra li conserva nelle nervature delle foglie, nella rugosità di una corteccia, nel filo retto di luce che si staglia sul prato. Ella sa tutto e ne è custode, rivestendo Patrizia di una luce benevola che lei quotidianamente diffonde…

Ogni storia ha il suo tempo per essere raccontata, questo è il suo tempo, quello della Grande Madre, perché in Patrizia ne riconosciamo la linfa.

Un grazie sincero e pieno di augurio per Patrizia

Per conoscere e contattare Patrizia Notaro clicc qui <-

erica g.

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