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L’attimo fuggente da non perdere per succhiare la vita

Ott 28, 2019
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27 Ottobre, Saronno – Teatro Giuditta Pasta. Lo spettacolo “L’attimo fuggente” può essere descritto con una parola semplicissima: “Forte”.

Forte come uno schiaffo ricevuto in un momento cruciale.

Forte come un paio di occhi che desiderano mordere la vita ed esprimere senza paura tutto quello che nascondono.

Forte come uno sparo che mette in allerta una preda: c’è un pericolo e solo due possibilità, fuggire o combattere.

Forte come l’angoscia che si intrufola nell’animo di chi si lascia attraversare dalla cosa più bella che possa capitare: essere sconvolti nella propria quotidianità.

L’apertura della stagione di prosa al Teatro Giuditta Pasta, ha visto un fine settimana coinvolgente e drammatico, con due momenti (Sabato Sera e Domenica Pomeriggio) in cui la sala era gremita di “studenti di ogni età”! Gli spettatori infatti non si sono limitati solo a partecipare, a vedere questo spettacolo, ma hanno percepito e vissuto su di sé, cosa stava accadendo nel teatro mentre gli attori davano vita a istanti unici ed irripetibili.

L’ascolto di una lezione, il rimprovero di un padre verso un figlio che non conosce, l’atteggiamento di un preside cinico ed autoritario, il conformismo contagioso degli studenti, il breve ed incerto pulsare di cuori giovani che bramano respirare aria nuova e finalmente… un coraggioso e rivoluzionario professore di letteratura che stravolge il lento scorrere di un fiume senza foce.

“Perché si scrivono poesie? Non perché è carino! No…! Si scrivono poesie perché la razza umana è piena di passione!”

Ogni uomo, ciascuno di noi può declamare un verso o provare ad enunciarne uno proprio, tutto suo. Ascoltando sé stessi, levando un grido bruto e quasi barbaro è possibile farlo. Taciturni, estroversi, spiritosi, pessimisti: non ha importanza! La poesia raggiunge tutti, è presente in ogni uomo, donna, bambino! Lasciare emergere il nostro lato più profondo è liberatorio e spaventoso ma è ciò che permette di accedere all’autenticità e di non vivere una “vita di quieta disperazione”!

“Carpe diem, cogliere l’attimo, cogliere la rosa quando è il momento”.

Cogliere l’esatto momento, non un giorno prima, non un istante dopo. “È necessario saper dosare coraggio e cautela. Succhiare il midollo della vita senza strozzarsi con l’osso, vivere profondamente, ribellarsi quando è necessario”, ecco così un uomo si compie e non si estingue!

Presentare questo spettacolo, citare il Professor Keating – magistralmente interpretato da Ettore Bassi – far brillare il temperamento di ragazzi – studenti di un prestigioso benché autoritario liceo – non è un compito scontato, anzi!

La battaglia interiore di questi ragazzi, la loro voglia di vivere si scontra con strutture mentali che tutt’oggi sono presenti. Obbedire alle scelte dei genitori, diventare leader e distinguersi commettendo stupidaggini, mettendo in pericolo se stessi e i propri amici, scegliere il silenzio come scudo, avvolgersi nella timidezza senza provare ad osare.

Poi un giorno, ecco che arriva un lampo, una folgore che invita ogni uomo a salire su una sedia per cambiare prospettiva! Finalmente ciascuno può gridare: “Oh Capitano, mio Capitano”.

Perché basta una scintilla e la fiamma della vita colora le giornate e la quotidianità. Eppure, se non controllata porta ad eventi tragici e di questo bisogna tenerne conto. Il dolore è presente, il dramma e la tragedia sono pilastri scomodi ma essenziali. Con tristezza è necessario ricordare che soccombe chi non è disposto a lottare per sé stesso in modo “sano”.

Cautela e coraggio sono le armi che ci vengono consegnate dal Capitano, il Professor Keating con tantissimi spunti di riflessione. Quale ci ha toccati? Quale stoccata ha lasciato uno sfregio alla nostra anima?

Uno sfregio solitamente identifica una lacerazione che deturpa i lineamenti. Questa volta il segno che lascia è la stupenda cicatrice di chi ha incontrato la vita profondamente, scoprendo se stesso.

John Keating: “E risuona il mio barbarico YAWP sopra i tetti del mondo! [Citando Walt Whitman]”

Possa ciascuno trovare il proprio grido, che parte dall’anima affinché si succhi il nettare della vita diventando “poeti estinti”. Chi saranno mai? Scopritelo rivedendo in qualsiasi momento della vostra vita questo capolavoro!

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