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Emozioni e neuroni: è cosi’ che comunichiamo

Giu 24, 2017
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Felici, arrabbiati, tristi e gioiosi: le nostre emozioni influenzano il comportamento che mostriamo agli altri. Tutti proviamo delle emozioni e tutti ci accorgiamo che gli altri ci trasmettono il loro stato d’animo. Non sembra quindi strano se, pranzando con una persona arrabbiata, ci viene voglia di terminare il prima possibile o, addirittura di lasciare perdere il cibo che rimane cosi’, solitario, nel piatto. Altra cosa quando i commensali sono gioiosi e la tavola diventa un piacere per tutti!

Le nostre emozioni giocano un ruolo fondamentale in ciascuna azione. Ed è proprio qui che decidiamo se è il caso di restare un po’da soli piuttosto che rovinare una serata od un momento insieme.

I neuroni a specchio sono un “tipo” di neuroni speciali che consentono l’apprendimento per imitazione. Spiegando meglio, i gruppi di neuroni che si attivano quando facciamo un’azione, sono gli stessi che vengono attivati quando vediamo compiere la stessa azione. Per il mondo delle emozioni si applica questo discorso: i neuroni a specchio sono coinvolti nel captare e percepire le emozioni che vediamo in altri soggetti.

Provate a notare: un grande quando piange si alza e se ne va, un piccino invece resta!

Il comportamento di adulto è collegato alla responsabilità sociale: perché creare confusione e contagiare con i propri sentimenti tutti quanti? Ci accorgiamo degli stati d’animo degli altri e stiamo attenti a non scontrarci con chi abbiamo davanti o con le situazioni che impongono una certa “etichetta” ed emozioni stereotipate.

Il comportamento di un bambino invece è completamente slegato da questa responsabilità e mostra in tutta la sua forza il kaleidoscopio di cosa sta provando in un preciso momento per attirare l’attenzione su se stesso. Se poi ci sono più bambini, il contagio è assicurato!

Chiaramente gli adulti non possono attivare una modalità d’interazione simile ma, sarebbe un passo in avanti, evitare l’isolamento e la solitudine per un’arrabbiatura od un litigio! Mostrare i propri sentimenti e dialogare con intervalli di silenzio costruttivo aiuta a districare la matassa di tristezza che opprime e chiarire sentimenti ed emozioni. Seguendo tale suggerimento è possibile non rinunciare ad una serata in compagnia o un pranzo tra amici, colleghi o chi volete voi.

Mostrarsi non è segno di debolezza ma di forza e fiducia verso l’altro. È dichiararsi disponibili ad un cambiamento per allietare la propria giornata, il proprio sé e gli altri.

Felici, arrabbiati o tristi: ne volete parlare?

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